da “il Mattino”
“Cinquant’anni fa l’agopuntura “sbarcava” a Napoli dalla Cina. Erano i tempi in cui il biologo francese Soulie de Morant pubblicava il primo libro europeo sulla medicina alternativa affascinato dalla scienza medica cinese.
A Napoli, il giovane medico Nuccio Nicotra, siciliano d’origine ma trapiantato all’ombra del Vesuvio incontra il pioniere italiano dell’agopuntura, Luciano Roccia dell’Università di Torino e decide di frequentare l’Ospedale Le Molinette per gli studi teorico-pratici. Poi, Nicotra vola in Cina. E’ il 1970, un lungo viaggio di studio. L’anno successivo esegue a Napoli la prima analgesia chirurgica mediante agopuntura per una tiroidectomia.
Seguiranno tanti altri interventi, al Cardarelli di Napoli, per pazienti ad alto rischio anestesiologico. Dieci anni dopo, è il 1980, istituisce con la dott.ssa Olga Wanderling, sempre al Cardarelli, il primo ambulatorio pubblico del mezzogiorno.
“Fu un boom di presenze – racconta oggi Nuccio Nicotra – nel suo studio di via Terracina – arrivavano pazienti dalla Calabria, dalla Basilicata, dalla Sicilia. Non potevano affrontare l’anestesia tradizionale e si affidavano all’agopuntura. E poi le prime cure per le cefalee, i dolori articolari, le allergie. Insomma, una risposta medica che aveva cinque mila anni di storia ma che per l’occidente era una scienza quasi sconosciuta. Napoli divenne la Capitale del Sud dell’agopuntura”.








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